Dimissioni volontarie 2026: guida, preavviso e fac-simile
Procedura telematica passo-passo, tabella dei preavvisi per CCNL, revoca entro 7 giorni e fac-simile della lettera da scaricare.

Dare le dimissioni è un passaggio che prima o poi quasi ogni lavoratore affronta: nuova opportunità, cambio città, voglia di cambiare settore. La procedura però non è “firmare una lettera e andarsene”: dal 2016 in Italia le dimissioni sono obbligatoriamente telematiche e ci sono regole precise su preavviso, decorrenza, revoca e diritto alla NASpI.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve per dimetterti correttamente, senza rischi e senza perdere i tuoi diritti.
Le dimissioni vanno presentate sul portale del Ministero del Lavoro o tramite un intermediario abilitato (patronato, CAF, consulente del lavoro). Serve rispettare il preavviso previsto dal CCNL e hai 7 giorni di tempo per revocarle.
Cosa sono le dimissioni e come funzionano
Le dimissioni sono l’atto unilaterale con cui il lavoratore decide di interrompere il rapporto di lavoro con il datore di lavoro. A differenza del licenziamento, l’iniziativa parte da te e non richiede la giusta causa, salvo casi specifici che vediamo più avanti.
Dal 12 marzo 2016 (D.Lgs. 151/2015 – Jobs Act) la comunicazione deve avvenire in modalità telematica: le dimissioni cartacee non hanno valore legale, tranne rarissime eccezioni (lavoro domestico, sede protetta, periodo di prova).
Tipi di dimissioni
Dimissioni volontarie – la scelta libera del lavoratore; di norma comportano il preavviso e non danno diritto alla NASpI.
Dimissioni per giusta causa – motivate da un grave inadempimento del datore (mancato pagamento, mobbing, modifica peggiorativa delle mansioni, molestie). Non richiedono preavviso e danno diritto alla NASpI.
Dimissioni in periodo di prova – in forma libera, senza preavviso, salvo diversa previsione contrattuale.
Dimissioni in periodo protetto (gravidanza, primo anno di vita del figlio, fino ai 3 anni) – devono essere convalidate davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Risoluzione consensuale – non sono dimissioni vere e proprie: datore e lavoratore concordano la chiusura del rapporto.
La procedura telematica passo-passo
La procedura ufficiale è gestita dal portale servizi.lavoro.gov.it. Puoi procedere in due modi.
Opzione A – Fai da te con SPID, CIE o CNS
Accedi a servizi.lavoro.gov.it con SPID, CIE o CNS.
Seleziona il servizio “Dimissioni volontarie”.
Inserisci i dati del rapporto di lavoro: datore, tipologia contrattuale, data di assunzione.
Indica la data di decorrenza (il primo giorno in cui non sarai più dipendente).
Invia la comunicazione: il sistema genera un PDF con codice identificativo e trasmette la PEC al datore e all’Ispettorato del Lavoro.
Tempo richiesto: circa 10 minuti. Costo: zero.
Opzione B – Tramite intermediario abilitato
Se non hai SPID o preferisci farti assistere, puoi rivolgerti a:
Patronati (ACLI, INCA, INAPA, INAS, ITAL) – gratuito;
CAF convenzionati;
Consulente del lavoro o avvocato;
Organizzazione sindacale – gratuito per gli iscritti.
L’intermediario ti fa firmare un modulo di delega e inoltra la comunicazione al posto tuo.
Cosa succede dopo l’invio
Il datore di lavoro riceve la PEC e prepara la lettera di cessazione e il TFR. Tu continui a lavorare per tutto il periodo di preavviso, poi dalla data di decorrenza il rapporto è chiuso.
Il preavviso: quanto dura e come si calcola
Il preavviso è il periodo che devi “dare” al datore di lavoro tra la comunicazione delle dimissioni e l’effettiva uscita. Serve all’azienda per organizzarsi e a te per gestire il passaggio.
Dove trovi il tuo preavviso
Contratto individuale firmato all’assunzione;
CCNL applicato: è il riferimento principale.
Il preavviso varia in base a qualifica (operaio, impiegato, quadro, dirigente) e anzianità di servizio.
Tabella indicativa – preavvisi dei CCNL principali
CCNL | Qualifica | Anzianità | Preavviso (giorni) |
|---|---|---|---|
Metalmeccanici industria | Operai/Impiegati 3°-4° liv. | fino 5 anni | 15 |
Metalmeccanici industria | Operai/Impiegati 3°-4° liv. | oltre 10 anni | 30 |
Commercio Terziario | 4°-5° livello | fino 5 anni | 20 |
Commercio Terziario | Quadri/1° livello | oltre 10 anni | 90 |
Turismo | 4°-5° livello | fino 5 anni | 15 |
Edilizia industria | Impiegati | fino 5 anni | 30 |
Studi professionali | 3°-4° livello | fino 5 anni | 30 |
Pubblici esercizi | Tutti | standard | 15 |
I valori sono indicativi e possono cambiare a ogni rinnovo contrattuale. Verifica sempre l’ultima versione del tuo CCNL o chiedi al sindacato.
Cosa succede se non rispetti il preavviso
L’azienda può trattenere dall’ultima busta paga l’indennità di mancato preavviso, pari alla retribuzione che avresti percepito nei giorni non lavorati. Molti datori accettano di liberarti prima: metti sempre l’accordo per iscritto.
Ferie e permessi nel preavviso
Durante il preavviso devi essere effettivamente al lavoro. Se hai ferie residue e vuoi usarle, devi concordarle con l’azienda; altrimenti, il periodo di preavviso si allunga di tanti giorni quante sono le ferie godute. A fine rapporto, le ferie non godute ti vengono liquidate.
La data di decorrenza: come sceglierla senza errori
La data di decorrenza è il primo giorno in cui non sei più dipendente. Si calcola così:
Data decorrenza = data comunicazione dimissioni + giorni di preavviso + 1
Esempio pratico
Oggi è 5 agosto.
Il tuo CCNL prevede 15 giorni di preavviso.
Data di decorrenza da inserire: 21 agosto.
Ultimo giorno lavorato: 20 agosto.
Attenzione: il preavviso si conta in giorni di calendario, non lavorativi, salvo diversa indicazione del CCNL.
Fac-simile lettera di dimissioni
La lettera cartacea non sostituisce la procedura telematica, ma è buona prassi consegnarla al datore (a mano, con firma per ricevuta, o via PEC) come comunicazione formale.
Oggetto: Comunicazione di dimissioni volontarie
Spett.le [Ragione sociale azienda],
con la presente comunico le mie dimissioni volontarie dal rapporto di lavoro in essere dal [data assunzione] con mansioni di [mansione], inquadramento [livello CCNL].
Le dimissioni decorreranno dal giorno [data decorrenza], nel rispetto del periodo di preavviso previsto dal CCNL [nome CCNL] applicato.
Provvederò contestualmente all’invio telematico tramite il portale servizi.lavoro.gov.it.
Resto a disposizione per la riconsegna di quanto in mio possesso e per il passaggio di consegne.
Cordiali saluti,
[Nome Cognome]
[Luogo, data]
[Firma]
Revoca delle dimissioni: hai 7 giorni
Hai cambiato idea? La legge ti concede un ripensamento.
Entro 7 giorni dall’invio telematico puoi revocare le dimissioni accedendo allo stesso portale con lo stesso sistema usato per inviarle.
Alla revoca il rapporto di lavoro si riattiva come se nulla fosse, con gli stessi diritti e obblighi.
Le eventuali giornate non lavorate tra invio e revoca non sono retribuite, salvo accordo con il datore.
Trascorsi i 7 giorni, le dimissioni diventano definitive e non più revocabili unilateralmente.
Dimissioni e NASpI: quando spetta la disoccupazione
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione INPS.
Regola generale
Le dimissioni volontarie NON danno diritto alla NASpI, perché la perdita del lavoro non è involontaria.
Eccezioni che danno diritto alla NASpI
Dimissioni per giusta causa (mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie, modifica in peggio delle mansioni, trasferimento ingiustificato);
Dimissioni nel periodo tutelato della maternità (dalla gravidanza al primo anno di vita del figlio) – previa convalida all’ITL;
Risoluzione consensuale in sede protetta dopo rifiuto di trasferimento oltre 50 km.
In questi casi devi presentare domanda NASpI all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
Casi particolari
Dimissioni nel periodo di prova
Nessun preavviso (salvo diversa previsione), comunicazione in forma libera. La procedura telematica non è obbligatoria.
Dimissioni da contratto a tempo determinato
In genere non sono previste prima della scadenza, salvo giusta causa: recedere prima espone al risarcimento del danno al datore. Alcuni CCNL prevedono una clausola di recesso anticipato con preavviso: verifica.
Dimissioni da apprendistato
Durante il periodo formativo puoi recedere in qualsiasi momento con il preavviso previsto dal CCNL, senza dover giustificare la scelta. Al termine del periodo di apprendistato si applicano le regole del tempo indeterminato.
Dimissioni dopo malattia o infortunio
Puoi dimetterti anche in malattia: il periodo di comporto non sospende la volontà di recedere. Il preavviso però decorre dal rientro o, se rimani a casa, può essere sostituito dall’indennità.
Dimissioni in gravidanza e nel primo anno del figlio
Devono essere convalidate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro: senza convalida non producono effetti. Danno diritto alla NASpI.
Errori da evitare
Comunicarle solo a voce o con un WhatsApp: non hanno valore, il rapporto resta attivo.
Non rispettare il preavviso senza accordo scritto: ti costa in busta paga.
Dimenticare di scaricare il PDF con codice identificativo: è la prova legale della comunicazione.
Dare per scontata la NASpI: se sono volontarie, non spetta.
Confondere decorrenza e ultimo giorno lavorato: la decorrenza è il primo giorno non lavorato.
Lasciare ferie non concordate nel preavviso: si allunga automaticamente.
Domande frequenti (FAQ)
Le dimissioni via email o WhatsApp sono valide?
No. Dal 2016 sono valide solo se inviate in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro o tramite intermediario abilitato.
Posso dimettermi in ferie o malattia?
Sì, ma il preavviso inizia a decorrere dalla data indicata. Se sei in malattia durante il preavviso, i giorni di malattia generalmente sospendono il preavviso (verifica il tuo CCNL).
Il datore di lavoro può rifiutare le dimissioni?
No. Le dimissioni sono un atto unilaterale: una volta comunicate correttamente, producono effetto indipendentemente dall’accettazione.
Posso andarmene subito senza preavviso?
Sì, ma l’azienda può trattenerti dall’ultimo stipendio l’indennità di mancato preavviso. Puoi anche concordare con il datore di saltare il preavviso senza penalità.
Quanto tempo ho per ripensarci?
Sette giorni dalla data di invio telematico. Dopo, le dimissioni sono definitive.
Cosa mi spetta dopo le dimissioni?
Ultima busta paga, TFR, ferie e permessi non goduti, tredicesima e quattordicesima pro-rata. NASpI solo se ricorrono le eccezioni (giusta causa, maternità).
Devo firmare qualcosa in azienda?
Il datore ti farà firmare la lettera di cessazione e la ricevuta del TFR. Leggi tutto con attenzione: non firmare rinunce generiche senza assistenza sindacale o legale.
Quanto costa dare le dimissioni?
Zero, se procedi autonomamente con SPID. Gratis anche tramite patronato o sindacato (per gli iscritti).
Checklist finale prima di dimetterti
Nuovo contratto firmato (o piano economico di riserva pronto)
Verificato il preavviso sul tuo CCNL
Calcolata la data di decorrenza corretta
Raccolte buste paga, CU, contratto per pratiche future
Deciso se usare SPID o patronato
Preparata la lettera cartacea da consegnare in azienda
Pianificato il passaggio di consegne
Chiarito se spetta la NASpI
Salvato il PDF con codice identificativo dopo l’invio
Conclusione
Dimettersi è un diritto e, se segui la procedura, è anche un’operazione semplice. Le parole chiave sono tre: telematica, preavviso, decorrenza. Controlla il tuo CCNL, scegli la data giusta e conserva tutte le ricevute.
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